| "Vive
la France!!!" (Ponente Ligure e Francia).
Prima di qualsiasi altra cosa, vorrei
ringraziare tutti gli amici che hanno partecipato a questa splendida "zingarata".
Primo giorno.
L'adunata generale era fissata alle ore 10.00 presso il casello
autostradale di Arma di Taggia ma come al solito il resto della "banda"
è arrivata con un leggero ritardo. La pattuglia della
Polizia stradale
che sostava nelle nostre vicinanze si è subito prestata per avere
notizie dei ritardatari. Per fortuna il gruppo si è finalmente riunito,
dopo circa 20 minuti di attesa.
Ore 10.30, partenza. Autostrada sino all’uscita di
Montecarlo dove ad
attenderci, purtroppo, non c’era il
Principe Grimaldi. Pare che non gli
fosse giunto in tempo il comunicato che preannunciava la nostra visita.
Poco male. Foto di rito con sfondo del
Principato e poi in sella verso
Nizza. Strada panoramica. "Moyenne Corniche" fino a
Nizza, dove su
indicazione di Lupin, per fare tutta la "Promenade des Anglais", ci
infiliamo in un
cul de
sac, che non ci ha portato "buono": traffico boia
e andatura a rilento. Dopo circa 15 minuti di coda il prode Munoz inizia
a scalpitare minacciando di fare retromarcia ma per fortuna, poco dopo,
il traffico si snellisce arrivando nella parte principale della
Promenade, appena dopo
Place Massena, e da lì via verso la prossima
meta. Il pony express che si nascondeva tra le nostre fila, tale Gigi,
peraltro in sella ad una moto fuori ordinanza, doveva consegnare una
bustarella, di cosa non ci è dato a sapere, ma il nostro cane antidroga
prestatoci dal reparto della G.d.F. di Genova, Fabiorex, all’olfatto non
ha riscontrato nulla di irregolare e pertanto la consegna è andata a
buon fine.
Anche qui foto di rito sulla
Promenade e poi di nuovo in sella verso la
prima vera tappa del Tour. Pochi chilometri di strada e raggiungiamo il
Carrefour a nord di
Nizza. Discreta mangiata con caffettino
simil-espresso e… tutti a fare il pieno di benza.
Ripartenza verso le montagne costeggiando il fiume
Var sulla statale che
porta a Dignes in direzione
Rigaud. La strada è bella con paesaggi
suggestivi. Arrivati a
Rigaud, sosta per controllo mappa, in quanto il
navigatore era indeciso. Controllata qual’era la giusta via, direzione
Beuil, si riparte. La strada da suggestiva diventa fantastica non appena
si entra nelle gole di roccia rossa che tanto ricordano il Grand Canyon
di americana memoria. Strapiombi pazzeschi, strada scavata nella roccia
e il fiume, laggiù in fondo, che mette i brividi a pensare al volo che
si può spiccare, in quanto la strada non ha praticamente guard-rail ma
un murettino alto un palmo. Altra tappa giunti in cima al colle della "culotte",
anche qui foto di rito e caffettino ciofechino al bar. Da qui ripartenza
e giù in discesa direzione verso
Roubion,
La Bolline per poi risalire a
quota 1648 metri in cima al
Col Saint
Martin.
Vallate stupende, con chalet incantevoli e un sacco di ciliegi in fiore.
Verso le 18.00 siamo finalmente giunti alla meta.
Saint martin de Vesubie.
Tappa dal benzinaio a riempirci di benza e poi, dopo poche centinaia di
metri l’hotel. Prima impressione positiva. Seconda ancora meglio.
Considerato che l’ho scelto al "buio" stavolta abbiamo avuto un po’ del
precedente
cul de
sac. Struttura di tipico stampo montanaro: fuori in
pietra e dentro molto legno. Arredamento molto "caldo" , soprattutto la
sala pranzo piena di oggetti in rame e di legno dove spicca fra tutti un
grande mantice usato a mo' di tavolino. Altro particolare interessante
da vedere e da gustare, un grande tavolo di legno massiccio, spesso un
palmo, con sopra una distesa di bottiglie di super alcoolici per tutti i
gusti.
Prendiamo possesso delle camere che sono veramente carine, calde ed
accoglienti. Sistemate le cose e rinfrescatici, raduno fuori
dell’albergo per una passeggiatina atta allo sgranchimento articolazioni
ed alla STIMOLAZIONE gastroenterica. Ma all’improvviso una
apparizione!!! Dal balcone sopra di noi si è affacciato Lui... (Romari).
In tutto il suo splendore e con il suo tipico accento romano, si è
rivolto a noi con un: "Aoooooooooooh... che famo?" Al che la folla,
subito coesa, gli si è rivolta per un caloroso saluto: "ma vaff!!!"
Alle 19.30 tutti a tavola. Come già detto, la sala è proprio carina ed
una volta preso possesso dei relativi posti a sedere, il via alle danze.
Un bel piattone di minestrone, ottimo, chiamato dai villici soupe au
pest, seguito da un piatto articolato composto da lonza di maiale con
sughetto agli champignon, pisellini, patate con besciamelle e un
pomodoro ripieno. Il tutto annaffiato da un bicchiere di ottimo vino. A
seguire il dolce, una splendida fetta di torta alle fragole e cremina di
cui ho ancora il gusto in bocca!!! Il solito ciofechino per chiudere.
A questo punto della serata, c’è stata una scissione del gruppo, i più
artistici si sono recati in sala musica, dove il Maestro Damiantos, si è
esibito in assoli al pianoforte, gli altri, più atletici, sono andati
invece a fare una passeggiatina per favorire la digestione. Alle 23.00
circa, tutti in branda.
Secondo Giorno.
Domenica 27, ore 08.00: sveglia. Colazione abbondante a base di
croissant e panini imburrati e poi i preparativi per la partenza, non
prima di aver assolto ai doveri, dolenti, del saldo del conto. Come da
previsione, Lello ,alla vista del conto si è sentito male. Per fortuna
in suo soccorso si è prontamente precipitato il nostro farmacista di
fiducia Davide che ha provveduto ad iniettargli una dose massiccia di
coramina, tagliata con del
pastis. L’effetto è stato grandioso, tanto
che il buon Lello, voleva pagare per tutti. Purtroppo per noi l’effetto
"magico" è durato poco e Lello tornato in se ha negato categoricamente
di avere detto una sì tal corbelleria!
Verso le 09.30, tutti pronti per il via. Salutoni e foto con il
cappellino del club a Luis, patron dell’auberge con promessa di un
prossimo ritorno. Direzione
Sospel. Andatura turistica giù per la
vallata fino al bivio che da 800 metri s.l.m ci porta in quota fino al
passo del
Col de Turinì a 1607 metri di altezza. Man mano che scendiamo
la temperatura si fa più gradevole. Bella l’ascesa buona anche la
strada, praticamente non incontriamo nessuno, solo un ciclista in
evidente stato di affaticamento che comunque una volta arrivati in cima,
dopo poco è arrivato anche lui. Complimenti alle "gambette"!!! Sul colle
la temperatura è di 8 gradi ma l’atmosfera è caldissima per il clima di
euforia che si era creato nel passare sulla strada del mitico
Rally di
Montecarlo. Sorpresa!!! Meckaloc e figlia, pochi minuti dopo il nostro
arrivo sul colle, si presenta rombando all’appuntamento, in anticipo
sulle nostra previsioni. Anche qui foto di rito con tanto di striscione
e poi di nuovo in sella giù dal
Turinì direction
Sospel. La discesa,
come diceva
Battisti, è più ardita sul versante orientale, la strada è
più insidiosa per via della ghiaietta e dei sassi che ci sono
sull’asfalto. Tornante dopo tornante, stando attenti alle
lontre che di
quando in quando attraversano la strada, arriviamo in un punto dove
davanti a noi si presenta una splendida chiesetta su un cocuzzolo.
Fermata d’obbligo ed ascesa alla chiesetta da dove si domina tutta la
vallata con una vista davvero impagabile. Autoscatto e poi... via di
nuovo. Continuiamo a scendere ed arriviamo a
Sospel. Attraversiamo in
formazione il centro abitato e siamo oggetti dell’ammirazione del folto
pubblico presente, che non era per noi ma per le prove del
Rally, ma
tant’è che la nostra bella figura l’abbiamo fatta! Passato
Sospel ci
dirigiamo per Menton dove prenderemo l’autoroute direction Italie! La
temperatura si fa sempre più caldo man mano che ci avviciniamo al mare.
Arrivati all’autostrada, ci immettiamo nel traffico di rientro dei
numerosi italiani, proprietari di appartamenti in
Cote d’Azur, ogni
riferimento ad Alelomba è puramente voluto. Pochi chilometri è siamo al
confine e poi via verso
Arma di Taggia, nostra meta gastronomica. Uscita
al casello di Sanremo, sfilata in passerella per le vie del centro e
poi l’Aurelia verso
Arma. Ore 12,40 arrivo al ristorante sulla spiaggia
di Arma dove c’erano ad attenderci i Pompieri del distaccamento di
Imperia Nord, Gasgrisu e Consorte, ancora frastornati dalla levataccia
di venerdì mattina per venirci a salutare con 24 ore di anticipo. Ottima
mangiata sulla terrazza a mare e poi verso le 15.30 il "sciogli le riga"
e la fine ufficiale del raduno.
A questo punto il gruppo si divide ed alcuni si dirigono verso casa,
altri, guidati dal pompiere, a fare un giretto con visita al Santuario
di
N.S. di Lampedusa, sulle alture di
Arma di Taggia. Poi direzione
Imperia dove i pochi equipaggi rimasti si fermano per un caffettino
(stavolta come Dio comanda) sulla passeggiata a mare di
Imperia.
Salutato l’amico Gasgrisu, procediamo in direzione
Genova seguendo la
via Aurelia. Ormai siamo rimasti in pochi, io
Romari team, Damiantos e
Brontolo. Giunti ad
Alassio facciamo vedere al
Romari team il mitico
Muretto e poi via... direzione
Loano. Visita e tour turistico della mia
città e poi accompagniamo il Romari team al casello autostradale di
Pietra Ligure. Salutone con appuntamento al raduno Toscana e via a casa.
Conclusione finale: splendido, lo rifarei. Anche subito!!!
OLIVER |