ABS. Serve a tutti, nessuno lo vuole.
Ormai sono tanti i modelli che possono avere l'ABS: moto o scooter, c'è solo l'imbarazzo della scelta. All'estero sono i più venduti, in Italia i concessionari li sconsigliano ai clienti... perché non li conoscono! Ecco come e perché l?ABS è invece importante per la sicurezza.

Sono già passati 20 anni da quando la BMW offrì per la prima volta l'ABS come optional sulla K100 RS. Dal 1988 a oggi l'Antilock Braking System (in italiano "sistema antibloccaggio dei freni") ha fatto molta strada, in tutti i sensi. L'evoluzione tecnica ha eliminato i problemi dei primi impianti e l'offerta si è ampliata: all'inizio lo montavano solo le grandi GT, oggi è disponibile anche per scooter di media cilindrata. E presto sarà di serie persino sulle "regine delle piste" come le Honda CBR-RR versione 2009.

Funziona ma non "sfonda".
Nonostante il numero e la varietà di modelli i listino, le vendite in Italia sono minime. Per capirne il motivo, i giornalisti di In Sella hanno visitato, fingendosi clienti, un po' di motosaloni scoprendo che sono pochissimi i concessionari che sanno cos'è e a cosa serve l'ABS quindi non lo consigliano ai clienti. Questo sistema è invece fondamentale per la sicurezza. Vediamo di conoscerlo.

Ecco perché serve davvero.

Da un recente studio sugli incidenti stradali condotto dal gruppo Allianz Assicurazioni per il 2005, è emerso che la diffusione dell'ABS sulle moto potrebbe evitare fino al 10% degli incidenti gravi.
Parlando invece degli incidenti più lievi, una ricerca condotta qualche anno fa dall'Istituto per la Sicurezza degli Autoveicoli di Monaco (Germania) concludeva che gli errori in frenata sono la causa più frequente di incidenti in moto. La stessa ricerca sottolineava che oltre il 90% delle cadute esaminate si sarebbe potuta evitare con l'ausilio dell'ABS.
Chiunque guidi una moto o uno scooter sa che una cattiva "modulazione" della frenata provoca inesorabilmente la caduta del mezzo (e del pilota). Modula male chi usa troppa forza, ma anche chi ne usa troppo poca; vediamo perché.
  • Una caduta su 10 è colpa di una frenata troppo brusca. Il bloccaggio della ruota posteriore causa spesso una caduta; se si blocca quella davanti... si cade sempre.
  • Si cade anche perché si frena con poco vigore: molti incidenti e cadute avvengono perché chi è alla guida, temendo il bloccaggio delle ruote, non sfrutta fino in fondo il potenziale del proprio impianto frenante.

Ma c'è un altro vantaggio legato all'utilizzo dell'ABS. Se le ruote non si bloccano, la moto non "scivola" incontrollata sull'asfalto e mantiene (più o meno) inalterata la capacità "direzionale" anche in fase di emergenza. In altre parole il pilota può continuare a manovrare il mezzo e magari evitare l'ostacolo proprio all'ultimo istante. A ruote bloccate invece questo non è possibile.


Cos'è e come è fatto.

E' un dispositivo che evita il bloccaggio delle ruote quando si frena con molta forza: un aiuto prezioso su fondi stradali a bassa aderenza (per esempio asfalto bagnato) ma anche sull'asciutto in caso di "panic stop", la classica frenata d'emergenza. Il principio di funzionamento è tutto sommato semplice, Su ogni ruota del veicolo ci sono una "ruota fonica" e un "sensore di prossimità" (vedi il disegno qui sotto). La centralina elettronica calcola al velocità di rotazione della ruota. contando i numero di denti della ruota fonica che passano in un dato intervallo di tempo davanti al sensore collocato sul mozzo. Se la centralina rileva che le ruote hanno velocità diverse o "anomale" in fase di frenata, il segnale viene interpretato come un probabile bloccaggio della ruota. Come immediata contromisura, la centralina "comanda" alla pompa idraulica di diminuire la pressione sulle pinze dei freni della ruota, allentando così la frenata fino a che la ruota riprenda aderenza. Questo determina i caratteristici "scatti" sulla leva, che non sono un difetto ma il segnale che il sistema lavora correttamente.


Le moto con ABS nei listini ci sono...
Come vedete dalla tabella riportata sotto, sono tanti i modelli di moto e scooter offerti con ABS: in alcuni casi è "optional e in altri (come il Burgman 650 dal 2005 in poi) addirittura di serie. Quando è un optional, però, l'ABS viene richiesto da un cliente su 10. Nel resto dell'Europa la percentuale è ben più elevata: in generale si viaggia sul 60% con punte ancora più alte in Germania e Francia (già nel 2000, la richiesta di moto BMW con ABS era pari al 89% del totale delle vendite tedesche)
Perché gli italiani non vogliono l'ABS? Facendo un giro tra le concessionarie di Milano e dintorni per cercare di capire il morivo di questa anomalia, i giornalisti di In Sella hanno scoperto (vedi l'articolo successivo) che spesso è colpa dei rivenditori che non lo conoscono.
  Marca Modello
M
O
T
O
APRILIA Capo Nord
BMW Tutti i modelli tranne la HP2
DUCATI ST35
HARLEY-DAVIDSON Electra Glide
Road King
HONDA CB 1000 R
CBF 600 S
CBR 600 RR (2009)
CBR 1000 RR (2009)
Deauville
Hornet / Transalp 700
Pan European
Varadero
VFR
Gold Wing
KAWASAKI ER-6n/f
Versys
Z 750 / 1000
ZZR 1400
KTM Adventure
MOTO GUZZI Breva 1100 / 1200
Norge
Sport 1200
SUZUKI Bandit
GSR 600
V-Strom
TRIUMPH Sprint ST
Tiger
YAMAHA FJR 1300
TDM 900
S
C
O
O
T
E
R
HONDA SH 300i
Silver Wing
S-Wing
Forza EX
PEUGEOT Geopolis Executive
Satelis Executive
SUZUKI Burgman 650 Executive
VESPA GTS 250
YAMAHA T-Max

...ma i concessionari non le conoscono.
Per cercare di capire perché si vendono così poche moto con ABS in Italia, i giornalisti di In Sella hanno fatto un piccolo test: fingendosi acquirenti di alcuni modelli per i quali l'antibloccaggio è offerto come optional, sono andati da alcuni concessionari, chiedendo cosa ne pensavano, allo scopo di chiarire le idee. E il giro dei concessionari gliele hanno chiarite, eccome! La sicurezza è un tema poco sentito dai venditori di moto e scooter. Per vendere quello che hanno in magazzino, alcuni fanno "disinformazione". In molti casi però è emersa un'impreparazione alla quale le case costruttrici dovranno rimediare, nel loro stesso interesse. Ecco alcuni esempi:
BMW Al venditore viene detto di essere interessati all'acquisto di una BMW F800 GS e di essere indecisi sull'ABS. La risposta: Se si usa molto la moto in città è fondamentale; riduce gli spazi d'arresto e nelle frenate "da panico" non si finisce per terra. SERI E PROFESSIONALI.
HARLEY
DAVIDSON
Siamo interessati alla Electra Glide Standard: il venditore ci consiglia caldamente l'antibloccaggio optional (nella versione 2009 sarà di serie). Il consiglio è così motivato: Peso e dimensioni sono abbondanti e poi con l'ABS la frenata è più pronta sul bagnato. CORRETTO
HONDA Vorremmo comprare la nuova Honda CB 1000 R con ABS. Ma il concessionario ce la sconsiglia: Nessuno la vuole e su questo tipo di moto non ha senso. Meglio controllare da sé le reazioni in frenata, piuttosto che essere in balia dell'ABS e non sapere dove si fermerà. Chissà cosa si inventerà questo signore quando dovrà vendere le CBR con Combined ABS elettronico!
KAVASAKI Anche in questo caso siamo interessati a una maxinaked, la potente Z1000. Si può averla con ABS? Il venditore ci risponde che deve ordinarla, non sa quanto si dovrà attendere. E comunque l'ABS non serve, anzi... allunga la frenata... IMPREPARATO
MOTO GUZZI Anche il concessionario della casa italiana fornisce una risposta "bizzarra" alla nostra richiesta di acquistare una Breva 1200 con ABS: Ma no, lasci perdere, l'ABS richiede un tipo di guida particolare... Non sapevamo che per imparare a usare l'ABS si dovesse fare un corso!
SUZUKI Chiediamo al venditore se acquistare una V-Strom 650 con ABS oppure no. Ci viene risposto che se si usa tanto la moto in città non conviene, perché gli spazi d'arresto sono ristretti, Al contrario, serve se si viaggia molto in autostrada, perché gli spazi d'arresto sono più lunghi... Forse non ha le idee molto chiare sui sistemi antibloccaggio.
TRIUMPH Valutando una Tiger 1050, il concessionario ci consiglia in modo competente e professionale, spiegandoci come funziona l'ABS e la sua utilità nelle frenate "da panico" in città. PREPARATO
VESPA Pensando a uno scooter per la città, ci presentiamo dal concessionario interessati a una Vespa GTS 250 con ABS. Ci viene risposto che questo modello ha già un impianto frenante di tutto rispetto, non vale la pena di spendere altri soldi per l'ABS. Chissà se il venditore ha mai "inchiodato" sul pavé bagnato...

Pesa come un casco.
Chi sogna di emulare le gesta di Valentino Rossi deve sempre ricordare che il fenomeno di Tavullia guida in pista, non su strade piene di semafori, incroci e ostacoli da evitare all'improvviso. Tutte situazioni nelle quali, come abbiamo visto, la presenza dell'ABS può fare la differenza per arrivare a casa sani e salvi. Tra l'altro i sistemi di ultima generazione pesano solo 1,5 Kg (quanto un casco integrale) e hanno dimensioni compatte: siamo ben lontani dai 5 Kg di peso delle grosse centraline di 20 anni fa.

L'uomo può sbagliare, la centralina no.
Il livello tecnico e le prestazioni degli impianti frenanti, della ciclistica e dei pneumatici sono cresciuti negli anni di pari passo con le potenze crescenti dei motori. L'uomo invece no: le moto di oggi richiedono capacità e sensibilità di guida elevatissime, che pochi possiedono, nonché tanta esperienza. Nel caso di una frenata imprevista, bisogna essere in grado di usare contemporaneamente il freno anteriore (azionato dalla mano destra) e il posteriore (azionato dal piede destro sulle moto o dalla mano sinistra sugli scooter) dosando perfettamente la forza su leve e pedale: non è facile in una situazione di emergenza. Certo, esistono anche i "maghi della frenata" che riescono a ottenere spazi di arresto minori che con l'aiuto dell'ABS, ma statistiche alla mano, solo una frenata su 10 risulta migliore, le altre 9 sono inferiori. Con l'ABS invece sono tutte ottime.

Lasciate fare alla "macchina".

In caso di "panic stop" (la classica frenata d'emergenza che in genere si conclude con una caduta), se c'è l'ABS il pilota può aggrapparsi ai freni senza paura che una ruota si blocchi (di lato, la CBR600 con Combined ABS), anche se il fondo stradale è bagnato oppure "sporco". In ogni caso, lo spazio di frenata sarà sempre il più ridotto possibile in quella situazione, perché si frutterà tutta la potenza dell'impianto. E in molti casi si potrà così evitare un incidente.

ABS: Istruzioni per l'uso.

Nemmeno l'ABS può cambiare le leggi della fisica.
A causa delle complesse sovrapposizioni di accelerazione longitudinale e trasversale, frenare in curva resta sempre un problema. Anche se la vostra moto è dotata di ABS quindi azionate sempre delicatamente i freni in curva: niente "pinzate" brusche, altrimenti si finisce in terra.

C'è chi dice che ha fatto un incidente perché l'ABS gli ha allungato la frenata.
La colpa in realtà è dell'inesperienza: sentendo "vibrare" la leva o il pedale si sarà spaventato mollando i freni e arrivando lungo. In queste situazioni bisogna invece "strizzare" con ancora più energia i comandi dei freni.

Nei modelli più raffinati il pilota può scegliere se attivare o disattivare l'ABS.

Un ABS ben tarato si "dimentica".
Difficile che entri in funzione nella guida normale. Ma il giorno che dovesse capitare, ringrazierete di averlo montato.

Consigli di guida.
 
  ASCIUTTO BAGNATO
  CON ABS SENZA CON ABS SENZA
CURVA l'ABS è utile, ma non fa miracoli. I comandi dei freni non vanno "strizzati" bensì usati sempre con dolcezza. Per nessun motivo bisogna "inchiodare" con  i freni quando si percorre la curva, altrimenti si è a terra. Le raccomandazioni fatte per l'asciutto, valgono anche, anzi soprattutto per la guida sul bagnato. Durante la fase di percorrenza della curva i freni non vanno toccati, salvo correggere col posteriore
DRITTO Si può inchiodare senza alcun timore di bloccare la ruota e di finire a terra. Spazi d'arresto ridotti Più è potente un impianto frenante e più va dosato con attenzione, per il rischio di bloccaggio. Strizzate con forza le leve, senza paura. Ci penserà la centralina a dosare la forza frenante sui dischi Spazi d'arresto lunghi e brividi assicurati. Dosate con cura i freni, ma il risultato non è sempre assicurato...

Articolo tratto dal mensile “In Sella” n° 10/2008


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