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Autovelox & Vacanze – Le sorprese del rientro:
facciamo ricorso.
Il ricordo delle vacanze può diventare amaro se dopo il rientro arriva
una “bella” notifica di multa. Ecco come difendersi.
Partire per le vacanze
è sempre stressante: preparare i bagagli, controllare i documenti,
chiudere casa, ci si sente in ferie solo quando la città è alle spalle.
Negli ultimi anni però allo stress “da partenza” subentra quello “da
autovelox del rientro”. Ormai tutti viaggiamo con un occhio al
tachimetro e l’altro a cercare i controlli di velocità- Eppure,
nonostante tutte le attenzioni, al ritorno ci si può trovare una bella
multa nella cassetta delle lettere. Che fare? Le alternative sono due:
pagare o fare ricorso. Se volete andare in giudizio (ma ricordatevi che
la vittoria non è sicura) ecco qualche buon motivo per impugnare le
multe.
E’ stata corretta la
gestione della “pratica”?
Affidare la gestione delle pratiche a una società esterna è la
regola per i Comuni. Ma non è sempre regolare: ecco perché.
Ci deve essere il “responsabile” – Per legge, sul verbale della
multa deve essere indicato un “responsabile del servizio” della ditta
che gestisce le multe, con la sua firma autografa. L’assenza di tali
requisiti (specialmente la mancata indicazione del responsabile) è una
grave irregolarità.
Chi è il messo? – Se la gestione dell’invio delle multe è affidata
alla società privata (ma anche nel caso che la società porti le lettere
di notifica in Posta), sul verbale deve esserci anche il nominativo del
dipendente nominato (con atto del Comune) specificatamente “messo”.
Il verbale deve essere autenticato. – Il verbale della multa deve
essere notificato in originale o copia autenticata: è necessaria la
sottoscrizione del responsabile dell’ufficio (il comandante dei vigili)
ed il timbro dell’ufficio.
Da dove arriva la raccomandata? – Controllate da quale ufficio
postale è stata spedita la raccomandata con il verbale. Se la spedizione
è eseguita al di fuori del Comune al quale appartengono gli accertatori,
significa che la gestione delle infrazioni è stata affidata all’esterno,
quindi al di fuori della competenza territoriale della polizia locale,
Questo richiede un regolare contratto di appalto: chiedete a tal
proposito sul ricorso l’esibizione in giudizio del contratto di appalto.
Controllate tutti i
dettagli.
Ecco alcune delle irregolarità più diffuse che permettono di
impugnare le multe da autovelox.
Dove si trovava l’autovelox? – Gli autovelox non possono essere
montati su strade “normali” (le “strade locali”, art. 2 Codice della
Strada) all’interno di una città. Se sul verbale si fa riferimento
all’autovelox “sito in località…” c’è da insospettirsi.
Ci vogliono i cartelli. – Gli autovelox (anche quelli mobili) devono
essere segnalati da cartelli bel leggibili e sistemati molto prima della
“macchinetta”. Il solo cartello sistemato sopra l’autovelox (come capita
di vedere nelle autostrade) non è sufficiente.
E il numero di matricola? – Sul verbale deve esserci il numero di
matricola dell’apparecchio utilizzato. Serve per controllare se gli
agenti hanno effettuato (come previsto dall’art. 4, Decr. Min. del
29.10.97) un preventivo rapporto sulla funzionalità dell’autovelox.
Ci vuole la delibera. – Per l’installazione di un autovelox che
funziona in automatico ci vuole una delibera comunale. Se non è stata
indicata sul verbale, bisogna fare richiesta di tale delibera quando si
fa ricorso.
Dove si fa ricorso?
Una multa “vacanziera” può arrivare da lontano. Il giudice
competente però è quello del luogo dove si è fatta l’infrazione: per
ricorrere al Giudice di Pace e ricevere notifiche, aggiornamenti di
udienza ecc., ci vorrà un appoggio locale (amico, avvocato) dove
“eleggere domicilio”.
Articolo tratto dal
mensile “In Sella” n° 10/2008 – Si ringrazia per la collaborazione
l’Avv. Luigi Bechi di Pisa. |